RADICALIZZARSI, SEDOTTI DALL’IDEA DI MORIRE

Canti, immagini, grida di battaglia, bandiere al vento, parole ad effetto. La propaganda per il reclutamento, per il proselitismo dei terroristi funziona. E poi la svolta finale, la radicalizzazione, quella violenta. Una voce che parte da dentro, irresistibile, un richiamo definitivo e potente spesso senza ritorno, che cambia e stravolge il cervello azzerando la sua componente più razionale e ogni codice di umanità e pietà, per riportarlo, spingerlo ad un assetto più primitivo, primordiale. C’è qualcosa di ipnotico, seducente nel percorso di radicalizzazione, rapido o progressivo che sia, che si diffonde e avanza, che ancora oggi ci sorprende e ci sfugge. Stiamo assistendo, ...

Il potere è come una droga

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Il potere chiama, il cervello risponde e rapidamente si adegua; poi però è più difficile, se la musica cambia, tornare allo stadio iniziale. Un botta e risposta, un incontro tra i due, che a volte può risultare fatale perché si può rimanere bruciati.  Potere è un po’ godere e le persone che lo perdono, senza la possibilità di potersi subito ricollocare, devono spesso fare i conti con una vera e propria “sindrome da astinenza”, da deprivazione, proprio come se il potere fosse per loro una droga. Perché non accettano l’idea di perdere il ruolo, il prestigio sociale e si sentono declassati, ...

Perdonare

Ricomporre i conflitti, superarli spianando così la strada alla pace definitiva, dentro e fuori di noi.  Alzi la mano chi non ha subito, almeno una volta nella sua vita, un torto piccolo o grande che sia o una grave ingiustizia! Altrimenti è difficile arrivare a capire. È come un’ustione, una ferita che brucia, che urla e non si rimargina mai; sta lì a ricordarci qualcosa di insopportabile che va e viene, come un’ossessione che non ci da tregua. Nei casi più drammatici il perdono è un sentimento, una operazione cognitiva tormentata, lunga e complessa che da luogo a un rimuginare, a ...

Noi: Jazzisti senza saperlo

La nostra vita è una esibizione continua, estemporanea realizzata rispettando uno spartito che non c’è, che ognuno di noi esegue, liberamente, improvvisando con il suo metodo e la sua tecnica. Mentre cammino una persona si rivolge a me chiedendomi di indicarle qual è la strada più breve per recarsi in un luogo. Inizio subito a spiegarle, con gesti e parole, quello che per me è il percorso più semplice. Quali sono in quel momento le componenti del cervello che “parlano”, prevalgono e ci consentono di produrre in modo automatico una pronta risposta? Sono soprattutto il nostro inconscio e la memoria ...

Attentato a Parigi: una riflessione

I drammatici e sconvolgenti fatti di Parigi ci impongono, a mio avviso, una riflessione. C’è una enorme asimmetria e una incolmabile distanza tra chi è determinato a uccidere e poi a morire utilizzando il suo corpo come una bomba, una  palla di fuoco impazzita e chi vuole invece continuare a  vivere. Quella differenza che c’è tra la vita e la morte, tra esserci e non esserci mai più. È qui che sta il punto e non è poco, ed è lo stacco tra noi e loro, tra la nostra attitudine, disposizione mentale a rimanere aggrappati alla vita e quella di chi invece ...